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15 febbraio, 2013

Battere la Juve? Florenzi sa come si fa

Filed under: campionato — Tag:, , , , , — U.C. @ 11:53 am

Il 21 marzo 2009 Alessandro Florenzi guardava Roma-Juventus in tv nella sua casa di Vitinia, provando a immaginare come potessero sentirsi i coetanei Marco D’Alessandro e Adrian Stoian, buttati dentro da Spalletti nel finale di una partita da incubo. Un paio di settimane prima, il 5 marzo, un suo gol aveva ridato un senso a una complicatissima semifinale d’andata di Coppa Italia Primavera contro la Juve di Immobile, Marrone, Ekdal, Ariaudo, Pinsoglio e del fratello di Giovinco, minore per talento oltre che per età. Entrato stabilmente fra i titolari in autunno per non uscirne più, Florenzi firma il 2-2 alla mezz’ora della ripresa, dopo che la doppietta di Immobile aveva rimontato l’1- 0 di Scardina, unico ’92 in campo. Di Stefano si avventa sul pallone dopo una gran parata di Pinsoglio e lo rimette in mezzo, a due passi dalla linea di porta c’è Alessandro, che deve solo spingerlo in rete e poi lasciarsi travolgere dall’abbraccio di tutta la squadra. Due settimane più tardi a Torino, alla Juve basta uno 0-0 per qualificarsi alla finale, solo che la squadra di Maddaloni, fresca vincitrice del Torneo di Viareggio, si imbatte in una Roma stellare: Bertolacci e Florenzi fanno quello che vogliono in mezzo al campo, a sinistra per fermare Crescenzi bisognerebbe sparargli, Brosco e Malomo neutralizzano Immobile e se anche gli sfuggisse ci sarebbe comunque un Frasca in versione Superman. Stoian, ancora ignaro della notte che lo aspetta di lì a tre giorni, imperversa sulla trequarti, mentre sulla destra semina il panico un altro ragazzino degli Allievi, Stefano Pettinari. Il successo è talmente schiacciante che le stelle possono lasciare la glora del tabellino al difensore romeno Sebastian Mladen e al figlio d’arte Simone Tovalieri. Come gli sarebbe successo ancora di lì a qualche anno, Florenzi era un po’ la bella sorpresa della stagione: rientrato a settembre dopo aver passato l’estate fra campo e fisioterapia per recuperare dall’infortunio che gli aveva fatto saltare le finali scudetto Allievi, De Rossi lo aveva rimesso accanto a Bertolacci nel cuore del gioco e i due avevano ripreso a dare spettacolo con cadenza settimanale. Quello che sembrava più pronto per il calcio dei grandi, però, era Andrea, che insieme a Brosco, Crescenzi e D’Alessandro ogni tanto qualche allenamento con Spalletti lo faceva. Glielo avessero detto allora, a Florenzi, che quattro anni più tardi avrebbe avuto più presenze in Serie A non solo dei compagni di Roma, ma anche di tutta quella Juventus, probabilmente non ci avrebbe creduto. Per lui Roma-Juventus ricomincia da lì. Solo che stavolta non sarà seduto sul divano di casa e se farà gol, lo abbracceranno in cinquantamila. Il Romanista

1 commento »

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