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13 febbraio, 2013

Occhio Roma: tanti moduli, zero risultati

Filed under: Notizie da trigoria — Tag:, , , , , — U.C. @ 12:08 pm

Prima non c’erano alternative, 4-3-3 e basta, al limite del dogmatismo, se non per quell’eccezione di Firenze dettata più dalle necessità che non dalle virtù. In quindici giorni, però, si è modificato tutto (tranne la sostanza e cioè i risultati), tra moduli e uomini. La Roma continua a cambiare pelle, alla ricerca della quadratura. Una metamorfosi senza fine, che sembra non trovare pace. Dal 4-3-3 di Zeman al 3-4-1-2 del primo Andreazzoli fino ad arrivare alla Roma di sabato, quella che dovrà mettere paura alla Juventus e che cambierà ancora: stavolta niente più difesa a tre (un po’ per l’infortunio di Castan, un po’ perché non ha convinto), possibile che si scelga per il 4-3-1-2. Primi cambi La prima cosa che ha fatto Andreazzoli è stata quella di rimettere in campo chi era stato messo ai margini con Zemane cioè soprattutto Stekelenburg e De Rossi. Indietro ha avuto poco, se non quasi niente. Come nel caso di Marquinho, che con il boemo nel primo periodo era stato il miglior «dodicesimo uomo» del campionato, per poi finire anche lui nel dimenticatoio dopo lo sputo di Catania (in realtà, anche un po’ prima). Con la difesa a tre Andreazzoli puntava a recuperare soprattutto una giocatore come Burdisso, la cui personalità viene ritenuta fondamentale in un momento di grande difficoltà come questo. Burdisso ha carattere, voglia ed attaccamento alla causa (leggi maglia), cosa che invece sembra difettare a qualcun altro. Ecco perché Andreazzoli l’ha voluto subito dentro, per dare una scossa a tutto il gruppo. Ora, però, che per 45-50 giorni non ci sarà Castan, l’unica vera alternativa (senza pensare di poter mandare allo sbaraglio il giovane Romagnoli) sarebbe quella di arretrare De Rossi tra i tre di difesa. Soluzione, però, accantonata subito, anche perché da Lamela non si può certo aspettare che corra per quattro: se lo si vuole lucido nella metà campo avversaria, dove Erik può fare davvero male, non gli si può neanche chiedere di fare il terzino, coprire tutta la fascia e chiudere le diagonali difensive in casi di sbilanciamenti. Ergo, si tornerà alla difesa a quattro. Nuovi cambi Con la Juventus — davanti agli occhi dell’ex a.d. Mark Pannes — sabato quindi torneranno ad avere spazio sia Piris (che era finito in panchina per scelta tecnica) sia Balzaretti (di ritorno dall’infortunio), esterni nella linea di difesa. Probabilmente in mezzo al campo meriterebbe di tornare ad avere una maglia da titolare anche Florenzi, che con Zemanera inamovibile e che invece con Andreazzoli è finito nelle retrovie. In una squadra che non ha corsa e difetta di cuore, la sua voglia e il suo dinamismo sono intoccabili. Maper mettere dentro Florenzi, bisognerebbe sacrificare uno tra Pjanic e Lamela, francamente difficile per tanti motivi: per il talento (immenso) di entrambi, ma anche per le scelte (tecniche) che Andreazzoli fa e farà di concerto con la società. Certo, bisognerebbe andare alla ricerca dell’equilibrio e si sta lavorando anche per questo (e allora bisognerebbe far fuori Osvaldo). Ma a volte la ricerca dell’equilibrio prevede anche il sacrificio del talento. Scelta dolora,manecessaria. Gasport

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