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8 gennaio, 2013

Con Marquinhos sarebbe stata sicuramente tutta un’altra musica

Filed under: campionato — Tag:, , , , , — U.C. @ 1:43 pm

Caffè, cappuccino, cornetto e tanta Roma nelle discussioni del lunedì, fra la gente che sta per raggiungere il luogo di lavoro. Gli appassionati giallorossi indugiano più del solito nel bar amico non riuscendo a nascondere lo sconcerto. Dove è finita la superba squadra che alla vigilia di Natale, scintillante pure in precedenza, impartì una sonora lezione di calcio al Milan? Si consolida l’abitudine della risposta affidata ad un piccolo esercito di ct, immancabile depositario di idee divergenti, gettate nella rumorosa mischia dialettica. Chi ha ragione? Difficile ottenere una risposta precisa. Tutti si arrabattano nella gara dell’originalità, più che impegnarsi in discussioni probanti. E allora saltano fuori gli “ozi” di Disneyland raffigurazione ad effetto meno impegnativa, la solita statistica che colloca il reparto di difesa al terz’ultimo posto, risorse della panchina sfruttate tardivamente, il tutto condito da una miriade di supposizioni. Perché non partire dalla premessa che nel gioco del calcio si vince e si perde e che spesso si aggiudica la posta la squadra che è riuscita a mettere in campo quel “pizzico” di concretezza in più? E ’ vero, la Roma ha fatto la partita e, se osserviamo attentamente, i momenti del calcio spettacolo sono venuti proprio dai giallorossi in aperto debito anche con la fortuna. Però l’estetica stavolta si è scontrata con uno stratega come Mazzarri il quale ha saputo trovare l’antitodo ordinando ai suoi di “asfissiare” il gioco romanista con un pressing arcigno . Invece di sveltire la manovra con “due tocchi e via “, alcuni uomini di Zeman hanno commesso l’errore di indugiare troppo nella ricerca del dribbling vincente, affidando a De Rossi il compito di raffigurare l’emblema perfetto della contesa. In un panorama di questo tipo, non è stato difficile veder emergere il vero protagonista della partita: Cavani, che ha potuto riaffermare la sua potenza distruttiva. Però – permettete anche a me di occupare un piccolo ruolo da ct – difficilmente Cavani si sarebbe portato a casa il pallone della tripletta, se accanto a Castan ci fosse stata l’autentica rivelazione del campionato, Marquinhos. E qui non riesco a fare a meno di alimentare una dura polemica contro alcuni arbitri. Con una sfacciata operazione “chirurgica”, è stato il signor Rocchi a togliere di mezzo il difensore brasiliano in occasione dell’incontro con il Milan, mortificandolo inoltre con una motivazione semplicemente vergognosa. Identico procedimento era stato adottato una settimana prima da Bergonzi nei confronti di Castan. Pure casualità? Mettetela come volete. Nonostante il pesante fardello, la squadra di Zeman è sembrata tuttavia ben viva, nel rispetto di esperienze indispensabili sul sentiero della crescita. Non sempre si incontrerà un Cavani privo di un custode come Marcos , il quale avrebbe potuto rivelarsi tutt’altro che “angelo”! Il Romanista

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