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4 gennaio, 2013

«Roma, una rivoluzione»

“Una rivoluzione nel calcio italiano”. Così viene vista la Roma fuori dal nostro Paese. Più che un modello, una vera e propria rivoluzione, appunto. Per certi aspetti la speranza per un calcio, quello nostrano, in costante calo di appeal e di risultati. Ma chi è che guarda al nuovo assetto e alle nuove strategie giallorosse con questa ammirata attenzione proprio nei giorni successivi alla tournée americana? Non i quotidiani Usa che, seppure sempre più interessati al “soccer” europeo, potrebbero non avere una piena conoscenza del fenomeno calcistico continantale. No, i complimenti per quello che sta costruendo la Roma arrivano da molto più vicino, dalla Germania, dal Paese che anche calcisticamente da qualche anno ha indicato la via economica da seguire. Di più. A farlo non è un giornale qualsiasi, ma il Frankfurter Allgemeine Zeitung, forse il quotidiano tedesco più autorevole a livello internazionale (il terzo più venduto dopo la Bild e il Süddeutsche Zeitung) che dedica alla Roma un lungo articolo. Che comincia proprio dai cambiamenti messi in atto in tutti i campi dalla nuova proprietà americana e dalla nuova dirigenza. Dagli accordi commerciali all’attenzione per i tifosi, dal ringiovanimento della rosa al progetto per il nuovo stadio. Una ventata di novità quella arrivata nella Capitale che, secondo il Frankfurter, «deriva principalmente dal fatto che il club ha seguito una strategia di business unica e si stacca dalle condizioni tipiche del calcio italiano. A differenza di altri club, l’AS Roma è riuscita a riavvicinare i tifosi: durante questa stagione, sono stati venduti il 60% degli abbonamenti in più. In particolare il team ha completato il ritiro invernale in Florida, ritiro che è stato effettivamente utilizzato per intensificare i contatti commerciali ». Come quello con la Disney: «Il gigante dell’intrattenimento degli Stati Uniti è un partner chiave. A cui appartiene anche la rete sportiva ESPN. Un benefit che può quindi provenire da piattaforme diverse. Il club vorrebbe arrivare non solo a una clientela di fan abituali, ma catturare tutte le famiglie amanti del calcio e così la prossima generazione di potenziali sostenitori (…). Un’attenzione al cliente che in precedenza non c’era nel calcio italiano». Il quotidiano tedesco riporta poi le parole del direttore del marketing romanista, Christoph Winterling, a proposito degli obiettivi della società: «Vogliamo portare il nome della Roma in tutto il mondo e diventare un marchio globale». Insomma, una ventata d’aria fresca (il Frankfurter la definisce proprio così) dall’America per il calcio italiano e per la Serie A che, «mai era diventata così poco attraente, con solo due squadre in Champions League: Juve e Milan». Una ventata d’aria fresca che poggerà su cambiamenti fondamentali «tra cui la costruzione del nuovo stadio da 60000 spettatori in città». Un approccio diverso al mondo del calcio, e il Frankfurter chiude con un esempio di questo cambiamento di rotta: «il fatto che in Italia, il paese della moda, tra i tanti possibili sia stato scelto come partner uno stilista tedesco: Philipp Plein». Il Romanista

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