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4 gennaio, 2013

Burdisso: «Ho scelto Roma, resto»

Filed under: Interviste — Tag:, , , — U.C. @ 11:20 am

«Io ho scelto la Roma due volte e da qui non voglio andare via. Anzi, vorrei restare a vita per raccogliere i frutti di questo anno, quello in cui ho sofferto di più nella mia carriera, insieme a quello della malattia di mia figlia ». Nicolas Burdisso spazza via così le voci di mercato e lo fa con un’intervista a LaRoma24. it, sull’aereo di ritorno dalla Florida. «Anche se è chiaro che guarderò quello che succede, la cosa più bella per un calciatore è giocare. Ma per ora penso solo alla Roma ed alla sfida di Napoli». Dove, a causa della squalifica di Marquinhos, tornerà a far coppia con Castan, come ad inizio anno, proprio nel momento in cui il termometro della forma (e dell’umore) è in costante rialzo. Scelta «Ma io non ho mai pensato di chiedere di andare via perché ora non gioco. Per cambiare dovrei essere a disagio, sentirmi scomodo, cosa che non c’è. Ho lottato tanto per venire a Roma e quest’anno ho sofferto per tornare ai miei livelli, raccogliendo solo due gioie, con Inter e Milan. QuandoZemanmi ha lasciato fuori ci poteva stare, una scelta che rispetto. Ero io il primo a non sentirmi al meglio,madi dicembre mi sento ai livelli dello scorso anno». Ecco perché la Roma vuole tenerlo, perché ha visto che Burdisso sta pian piano mettendosi alle spalle quel terribile infortunio di più di un anno fa. «La cosa più pesante per me ora è l’assenza di una coppa europea, che mi permetterebbe di giocare di più e di non stare magari in panchina per un mese. Marquinhos sta andando molto bene e Castan è un gran giocatore, in alcune movenze ruba l’occhio anche più di Marcos». Futuro Intanto, però, a Napoli toccherà a lui ed ecco perché in Florida si è allenato duro. «Quella alla Disney World è stata un’ottima esperienza, ho fatto i complimenti ad i dirigenti — chiude Nicolas—Abbiamo una rosa forte, superiore allo scorso anno. Con Luis Enrique è stata una stagione negativa, ma con lui molti sono cresciuti: Lamela, Pjanic, Osvaldo, ma anche noi più grandi. Poi è arrivato Zeman e un gioco più semplice, volto a fare costantemente male all’avversario in un modo più istintivo. Ma ora dobbiamo trovare la continuità, quella è fondamentale ». Anche per lui, ovviamente. Gasport

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