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20 dicembre, 2012

Stadio Roma ci siamo

Passi avanti, non risolutivi ma decisivi. La Roma è vicina all’annuncio che più interessa alla proprietà americana: l’accordo per la costruzione del nuovo stadio. Nelle trattative con tanti soldi in ballo (oltre 200 milioni) non si può dare nulla per scontato fino alla firma e alle foto ricordo, ma stavolta il percorso dovrebbe aver portato alla prima bandierina. Per la felicità dei protagonisti.

LA LOCATION – La casa della Roma sorgerà a Tor di Valle, nell’area che era destinata all’ippodromo del trotto. James Pallotta, che appena sbarcato a Ciampino aveva ammesso di essere pronto a chiudere la questione, ha incontrato diverse volte Luca Parnasi, il costruttore che controlla la zona. Anche ieri, alla presenza del presidente e del nuovo amministratore delegato Italo Zanzi, ci sono state delle riunioni che hanno avvicinato la definizione del contratto, di cui restano misteriose le modalità. Serve ancora tempo per brindare ( «Speravamo di annunciare subito l’area ma non ce l’abbiamo fatta: speriamo di fare presto» ha detto Pallotta nella conferenza stampa di martedì) perché devono essere d’accordo in tanti: gli americani, la banca Unicredit che ha cercato di vendere la sua quota in As Roma (40%) proprio a Parnasi, lo stesso costruttore e le istituzioni che stanno seguendo con interesse la creazione di un progetto di grande impatto sulla città. Ma anche dal Campidoglio filtrano spiragli di positività.

RAPIDITA’ – L’attesa dovrebbe durare pochi giorni, non mesi. Addirittura ieri si era sparsa la voce di un annuncio imminente, entro oggi, quando è stato organizzato un Cda a Trigoria. Non sarà così. Ma prima di ripartire per Boston, subito dopo Roma-Milan, Pallotta vuole essere sicuro che sia tutto a posto. E chissà, magari festeggiare il Natale con l’ufficializzazione della location . Oltre a Tor di Valle, che è l’area scelta da molti mesi, la Roma tiene aperta l’alternativa Tor Vergata, nei pressi dell’università. Non si sa mai. Ma non ci saranno sorprese.

I MATTONI – Una volta ultimata la procedura per l’area, con la gestione diretta del terreno, la Roma potrà accelerare e mettere in piedi il suo progetto: si studiano i modelli degli stadi tedeschi, tipo quello del Borussia Dortmund che è giudicato l’impianto ideale. Ma non solo. Naturalmente a Trigoria – e anche in America – si augurano che la legge sugli stadi spiani la strada ai bulldozer. Ma come ha chiarito l’avvocato Baldissoni, il piano Pallotta prescinde dalle agevolazioni legislative. La Roma è sicura di poter fare tutto da sola.

CINQUE ANNI – Intanto la società ha rinnovato fino al 2015 con il Coni il contratto per l’affitto dello stadio Olimpico, che è stato anche ristrutturato nella zona executive per consentire alla società di attrarre sponsor e investimenti. Questo significa che nessuno si faceva illusioni sulla possibilità di inaugurare lo stadio di proprietà prima della stagione 2015/16. In realtà, viste le difficoltà incontrate, bisognerà aspettare un altro paio di stagioni. Pallotta ha parlato di cinque anni, perciò è presumibile che un obiettivo credibile sia il 2017. Lontano. Ma più visibile, da ora. Corsport

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