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13 novembre, 2012

Tutti alla sbarra

Filed under: Notizie da trigoria — U.C. @ 12:06 pm

Potrebbe essere peggio. E come? Potrebbe piovere. Appunto. I fulmini e l’acqua sono arrivati puntuali e hanno affondato la Roma nel derby. Non riesce proprio a toccare il fondo e rialzarsi questa squadra schizofrenica e fragile. E nemmeno lo sketch di Frankstein Junior, di questi tempi, può strappare un sorriso ai musi lunghi di Trigoria. La quinta sconfitta in campionato, il settimo posto (virtuale, visto il+3 di Cagliari sul quale la Corte Federale deciderà martedì prossimo), la peggiore difesa della serie A, la Champions lontana nove punti: messi insieme i numeri, c’è ben poco da ridere. La domanda è sempre la stessa ormai da un anno e mezzo, senza una risposta convincente: come se ne esce? I proprietari americani sono delusi dai risultato sul campo, che si scontrano con una gestione dinamica e spesso vincente in altri settori, si sono infuriati per il gesto di De Rossi nel derby, ma nessuno intende ficcare il naso in questioni tecniche. L’ad Pannes tornerà a Roma venerdì sera per occuparsi però di business e presenziare al cda, lui che da organigramma guida la Roma dall’alto ma presto cederà lo scettro al «supermanager ». Ci siamo: la società avrà un nuovo grande capo a breve, sicuramente entro Natale. Al momento sono però Baldini e Sabatini ( ieri si sono confrontati a Trigoria mentre Fenucci era a Milano in Lega), a dover cercare i rimedi per uscire da una crisi senza fine, amplificata dal malcontento sempre più forte dell’ambiente. I manager scelti dalla proprietà hanno libertà di manovra almeno fino al termine della stagione, quando il «redde rationem »arriveràpertutti.Nessuno dei due dirigenti sta realmente pensando a un cambio in panchina, prima soluzione possibile: Zeman ha deluso sotto molti aspetti,maresta al suo posto. Un po’ perché la nuova Roma non vuole mandare via gli allenatori, un po’ (forse di più) perché non c’è un’alternativa credibile sul mercato. Salvo crolli irreversibili, i conti con il boemo si farannoalla fine:unaRomafuoridall’Europadifficilmentesarebbe allenata ancora da lui nella prossima stagione. Rischiadiessererinviataall’estate anche l’altro grande nodo: De Rossi. Cederlo a gennaio, a patto che si voglia farlo e lui accetti,èmoltodifficile.Civorrebbe un’offerta choc che al momentosolo il Psg degli sceicchi è in grado di presentare: Ancelotti continua a seguire con interesse la situazione da Parigi. Intanto ieri sono arrivati puntuali i tre turni di squalificadalGiudiceSportivo( fermati per una giornata anche Burdisso e Tachtsidis), domani il giocatore dovrà ripresentarsi a Trigoria e parlare con i dirigenti e Zeman. La società non intende presentare ricorso per la squalifica, la multa salata scatterà in automatico. C’è dacapirepiùchealtrol’umore delragazzoecercareunasoluzione per affrontare iprossimi mesi in modo indolore. Se si deciderà per l’addio, nessuna delle due parti vorrà assumersi in toto le responsabilità: è questo uno dei motivi per cui la scorsa estate si è deciso di scartare la proposta del Manchester City. Agennaio,semmai,sipenserà a come aggiustare una rosa ancora incompleta. In difesa mancanoalmenodue«pezzi», unopotrebbearrivare subitoe l’altroagiugno. Il restovafatto nellavoroquotidianodiTrigoria per cercare di salvare il salvabile. La frattura tra Zeman e parte del gruppo è evidente e certificata dagli episodi del derby.Lunga la lista dei giocatori che hanno o hanno avuto qualcosa da ridire al tecnico: De Rossi, Pjanic, Osvaldo, Destro, Burdisso, Castan e Stekelenburg. Gente «pesante», alcuniaccantonaticontroilvolere della società, altri in rotta col boemo sull’atteggiamento tattico della squadra, altri ancora che preferiscono guarire concalmapiuttostocheesporsiafiguraccesulcampo. L’ultimo caso è quello del portiere olandese: Zeman si aspettava il suo recupero per il derby e non ha nascosto il suo malumore. La «papera» di Goicoechea non gli ha di certo risolto il problema, mentre lo stop di De Rossi potrebbe tutto sommato aiutarlo. Si salvi chi può.IL Tempo

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