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30 ottobre, 2012

Psycho Roma

Filed under: campionato — Tag:, — U.C. @ 12:03 pm

Su e giù da un anno e mezzo, con tanti bei propositi e ancora pochi risultati tra le mani. Quando la Roma sembra pronta a spiccare il volo, si ferma di botto e ricade nel tunnel dei suoi mali. Che poi sono sempre gli stessi: squadra fragile, senza personalità, incapace di gestire le partite, brava ad attaccare e disastrosa quando deve difendere. Accadeva con Luis Enrique nella scorsa stagione, succede con Zeman. Undici punti nelle prime otto partite giocate, gli stessi raccolti con lo spagnolo in panchina, certificano il punto di contatto tra passato e presente. Con una Roma così schizofrenica, capace di recuperare una gara persa a Genova e una settimana dopo fare l’esatto contrario con l’Udinese, il futuro è imprevedibile. I giallorossi hanno la peggior difesa del campionato insieme al Chievo e il secondo migliore attacco dopo la Juve,dove si può arrivare andando avanti così? L’unica certezza, a breve termine, è che la società non intende cambiare l’allenatore: Zeman non si tocca, come non si poteva toccare Luis Enrique. A prescindere e non solo perché non esiste una soluzione alternativa credibile da imbastire in poco tempo. Il boemo, a farsi da parte, non ci pensa proprio. Allora come se ne esce?Difficilmente Zeman cambierà le sue idee e i giocatori le loro. Ieri l’ennesimo confronto nello spogliatoio di Trigoria, durato una decina di minuti, si è svolto in un clima triste e pesante. Ormai alcuni casi di scontenti sono conclamati: De Rossi gioca in un ruolo che non sente suo e in campo appare svuotato, Pjanic non ha nascosto la delusione per la sostituzione di domenica dopo aver digerito a fatica l’esclusione di una settimana prima, Destro, fiore all’occhiello del mercato, non riesce a trovare spazio nel tridente. Ma se quest’ultimo, tutto sommato, è un «bel» problema, la gestione dei due centrocampisti più blasonati sta diventando paradossale. Tachtsidis resta inamovibile ma la fiducia ostinata dell’allenatore si è trasformata in una pressione che il greco non regge. Alla soluzione più logica – De Rossi mediano – Zeman non ci pensa proprio. Anche Pjanic è prigioniero dei convincimenti del boemo: non lo considera adatto a giocare dalla parte di Totti eppure lohamessolìconl’Udinese. salvo poi cambiarlo. Ieri lo stesso De Rossi non è sceso in campo con i compagniperildefaticantemaèrimasto in palestra con Osvaldo (proprio lui) e l’esausto Dodò. OradaZemanèlecitoaspettarsi di tutto: un’altra esclusione o l’inserimento di Bradley in medianapersostituirelosqualificato Tachtsidis. De Rossi continuaatenersidentroi tormenti, malasuafacciadicegià abbastanza. Quella di Pjanic idem, mentre un altro «pezzo grosso» dello spogliatoio come Burdisso si sente ormai una riserva. Alcunigiocatori,a detta dello stesso Zeman,nonriescono aseguire l’allenatore.Etutta la squadranonè ingrado di farlo per novanta minuti.Unesempio: Castan che cerca di «abbassare » la linea difensiva, il contrario di quello che vuole il boemo. La società lascia la totale libertà al tecnico, convinta di avergli consegnato una buona squadra. Ma la frustrazione dei dirigenti è evidente. Non solo per la mancanza di continuità: le lamentele di Zeman sugli arbitri non trovano d’accordo Baldini & Co.. Sono ben altri imali su cui lavorare. Edovràfarlounallenatoreche sembra essersi incartato. Il Tempo

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