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12 ottobre, 2012

Con lo stadio sarà Grande Roma

Filed under: nuovo stadio asroma — Tag: — U.C. @ 11:24 am

«Ma se Pallotta dice che può spendere 200 milioni per lo stadio, perché non li usa per comprare Messi?». Si legge anche questo sui social network, in questi giorni. La risposta è semplice. Perché a fronte di quasi 116 milioni di ricavi (per la precisione, 115.973), la Roma spende 141 milioni e spicci (141.733). E perché se alle voci in uscita relative ai costi di esercizio sommate un’altra voce, quella su ammortamenti e svalutazioni, il risultato finale è una perdita di 58 milioni di euro. Tanto per capirci: se Pallotta mettesse adesso 200 milioni, dovrebbe innanzitutto andare a tamponare il buco di 58 milioni (cosa che peraltro avverrà con l’aumento di capitale) e il resto della somma, il tesoretto ipotetico, il regalo americano, si andrebbe velocemente ad erodere, dovendo coprire il disavanzo, certo, delle stagioni successive. La soluzione c’è. L’ha trovata per prima la Juve. È lo stadio di proprietà. Nell’esercizio 2010/11, l’ultimo prima dell’inaugurazione dello Juventus Stadium, i ricavi erano stati pari a 172.1 milioni. Dodici mesi dopo, sono stati 213.8, con un incremento del 24,2%. «Lo Juventus Stadium ha iniziato a dare i suoi frutti», ha scritto il presidente Andrea Agnelli agli azionisti. Parlare di modello juventino è quasi offensivo per i romanisti. Ma certamente è a questi iniziali risultati economici che mira la Roma. Entriamo nel dettaglio. L’analisi dei conti bianconeri, anzi il raffronto diretto tra i nostri e i loro, può aiutare a comprendere meglio perché la cordata americana insiste: lo stadio di proprietà è una priorità. Non lo è per loro – e questo concetto a molti tifosi non entra in testa – perché James Pallotta vola col jet privato, quando viene a Roma alloggia a via del Babuino in uno degli alberghi più famosi al mondo e vanta un patrimonio personale di un miliardo di dollari. È una priorità per la Roma, perché passivi di bilancio così pesanti sono difficili da sostenere ogni volta con apposite iniezioni di capitale. E se non fosse stato per il paracadute di Unicredit tra il 2010 e il 2011, e poi per la cessione del club agli americani, l’unico interlocutore realmente interessato a comprare la società, i libri sarebbero finiti in tribunale e la Roma in Serie B. La Juventus, dunque. I suoi numeri. La Vecchia Signora veniva da una stagione finanziariamente ai limiti della sopravvivenza, un deficit di bilancio di oltre 95 milioni che aveva costretto la Exor, la finanziaria di mamma Fiat, a “prestare” 70 milioni alla Juve «per elasticità di cassa». Colpa di una paurosa flessione dei ricavi, scesi da 220.7 milioni della stagione 2008/09 a 172.1 milioni, a dispetto di un incremento dei costi di circa 41 milioni. Certo, come risulta dal progetto di bilancio presentato un mese fa, i conti restano in rosso. Il disavanzo è adesso di 48.7 milioni. Ma il miglioramento è evidente, in appena un esercizio il buco è stato quasi dimezzato. Sarebbe andata anche meglio, in casa Agnelli, se non si fosse deciso di continuare a investire sulla rosa. Nel 2010/11, per i “diritti pluriennali dei calciatori” erano stati spesi 71.4 milioni. Un anno dopo, l’investimento è stato di 118.1 milioni. In futuro, lo stadio di proprietà porterà sempre maggiori incassi al club. «Lo Juventus Stadium – ha spiegato Andrea Agnelli – ha iniziato a dare i suoi frutti, contribuendo in maniera sensibile ai margini del conto economico sia per quanto concerne i ricavi da gare sia per quanto attiene ad un ritrovato appeal del marchio Juventus, che potete rilevare dall’aumento dei ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità ». Lo Juventus Stadium, sorto in appena due anni sulle ceneri del vecchio Delle Alpi, è costato 150 milioni, e, come si legge sul progetto di bilancio, «può ospitare 41 mila spettatori, dispone di 24 bar, 8 aree di ristorazione e circa 4000 posti auto». Senza contare che assieme allo stadio è stato costruito – spesa, 90 milioni – anche un centro commerciale di 34 mila metri quadrati. Non solo. Oltre a mangiare e a bere, all’interno dello stadio – godibile sette giorni su sette – si può visitare il museo della Juve. In appena quattro mesi è stato visitato da 50 mila persone. E parliamo di Torino, non di Roma, la Città Eterna, il polo della cristianità, una città che ha fatto la storia del mondo e che, con uno stadio tutto suo, potrebbe fare anche la storia del calcio. Il Romanista

1 commento »

  1. Vorrei sapere come fare la domanda per l’assunzione come muratore

    Commento di giulio — 15 novembre, 2013 @ 12:36 pm


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