Stavolta, l’emergenza è davvero totale, considerando che Marco Cassetti non si è allenato neanche ieri per una fastidiosa tendinopatia. L’obiettivo, chiaramente, è cercare di recuperarlo per schierarlo al fianco di Heinze al centro della difesa che giocherà contro la Juventus capolista (e da questo punto di vista, il fatto che si giochi lunedì sera è unamano santa…) e anche per questo non sta forzando. Ma il problema c’è, è evidente, ed allora Luis Enrique va a caccia di soluzioni: la prima è chiaramente quella dell’arretramento di Daniele De Rossi (che lì giocò anche ad Udine, con Spalletti, nel 2008); la seconda è Aleandro Rosi, provato ieri in allenamento in questo ruolo, l’ennesimo esperimento della gestione spagnola. Stavolta, però, molto più (se non solo) per necessità che per scelta. Alternative Non dovesse farcela Cassetti, quindi, sarà De Rossi a immolarsi per la causa, con il conseguente inserimento di Viviani a giocare da registra davanti alla difesa (considerando che Gago è out). Non è un caso, infatti, che mercoledì Luis Enrique si sia fermato a vedere la partita di Coppa Italia della Primavera contro il Genoa, lui che in Viviani (ieri convocato ancora da Gigi Di Biagio nell’Italia Under 20) ha creduto ciecamente ad inizio stagione, lanciandolo proprio in quel ruolo nella sfida di Europa League contro lo Slovan Bratislava. Ieri, però, lo spagnolo ha provato come centrali difensivi (contrapposti) proprio De Rossi (con Juan) da una parte e Rosi (con Heinze) dall’altra. Il motivo? È chiaro, al tecnico spagnolo serve crearsi anche un’alternativa, nel caso in cui poi durante la partita succeda qualcosa di brutto (vedi infortuni o espulsioni). E tra i difensori esterni a disposizione, quello che Luis Enrique vede meglio come centrale è proprio Rosi. Certo, è una scelta estrema ed, eventualmente, obbligata, solo nel caso di disastri. Anche perché spostare Rosi al centro vorrebbe dire lasciare libera la corsia di destra, ripresentando o Cicinho (che a Firenze ha deluso) o Perrotta, schierandolo ancora una volta fuori ruolo e sottraendolo alla battaglia di centrocampo con Marchisio. Esperimenti Quello di Rosi centrale è l’ultima delle tante novità a cui ci ha abituato Luis Enrique, nel suo integralismo tattico dove è meglio spostare i giocatori come birilli piuttosto che variare modulo. Finora, tutti gli esperimenti si sono dimostrati però un fallimento. O quasi. Cassetti centrale non ha mai convinto, con il risultato di perdere il miglior cursore difensivo. Taddei esterno di difesa è un adattamento e i risultati sono stati alterni. Proprio come Perrotta, che quando è stato schierato da laterale di difesa ha denotato smarrimento. Eanche dal centrocampo in su, poi, tutte le mosse di Luis Enrique non hanno esaltato nessuno: Pjanic trequartista non è piaciuto, esattamente come Lamela punta non ha convinto. Il bosniaco, che come intermedio aveva fatto vedere le cose migliori, deve giocare lì, dove ha più campo e tempo per toccare il pallone. Il talento argentino, invece, da trequartista può sfruttare la sua progressione (palla al piede, a volte fa paura), cosa che perde di punta, dove deve finalizzare e il campoper giocare si accorcia. Rosi difensore, adesso, è solo l’ultima invenzione dello spagnolo. Dovesse succedere, speriamo vada meglio che in tutti gli altri casi… Gasport
9 dicembre, 2011
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