Ve la ricordate la risposta di Claudio Lotito alle parole di Thomas DiBenedetto, che aveva parlato del problema di stadi italiani poco accoglienti? Quelle stesse frasi per le quali il presidente del Coni, Petrucci, si affrettò a replicare: «Le sue battute non mi sono piaciute affatto. Rispetti l’Olimpico». Bene, in quella occasione il presidente della Lazio disse: «Io non recrimino sulla qualità dell’Olimpico, un impianto che il Coni ha reso a norma, che per l’Uefa è a 5 stelle. Da un punto di vista pratico denigrarlo non ha senso. Se non ci fosse l’Olimpico, Roma e Lazio dove andrebbero a giocare?». Bene, la risposta al suo quesito è arrivata ieri: a Firenze. No, non è una battuta, ma la realtà. Una realtà solo biancoceleste, però. Sì, la Lazio giocherà le Coppe Europee del prossimo anno (Champions, Europa League o niente, perché c’è anche questa possibilità) all’Artemio Franchi. Lo dice la Federcalcio in un comunicato apparso ieri a proposito della concessione delle licenze Uefa. La Roma giocherà all’Olimpico, Milan e Inter a San Siro, il Napoli al San Paolo. Tutte nella propria città. La Lazio no. La Lazio a Firenze. Perché? Il motivo lo sintetizzano le agenzie di stampa: «Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, “aggira” in questo modo, almeno a livello Uefa, il mancato pagamento dei debiti al Coni, pari a 1,9 milioni di euro, per l’utilizzo dello Stadio Olimpico di Roma. La società biancoceleste dovrà regolarizzare la propria posizione in vista della prossima stagione per quanto riguarda il campionato, pena la mancata iscrizione». Sì, perché mentre per le competizioni europee questa scelta, già di per sé divertente per i tifosi romanisti, è accettata, lo stesso non vale per la Serie A. Per iscriversi alla quale, ogni anno va rinnovata una dichiarazione di disponibilità di un campo di gioco che deve avere dei requisiti ben precisi. «Le società debbono svolgere la loro attività sportiva nell’impianto sportivo dichiarato disponibile all’atto dell’affiliazione», si legge al comma 1 dell’articolo 19 delle Noif (Norme organizzative interne federali) della Federcalcio. Il comma 2 stabilisce poi che «l’impianto sportivo di cui al precedente comma 1) deve insistere sul territorio del Comune ove le società hanno la propria sede sociale». Niente Firenze, dunque, tranne che «in via eccezionale e per fondati motivi». E non sembra davvero questo il caso. In serata, Lotito ha spiegato i dettagli del contenzioso con il Coni, confermando la notifica da parte dello stesso Coni all’Ufficio licenze Uefa della mancata concessione alla Lazio dell’uso dell’Olimpico, e parlando di una posizione «incomprensibile ed illegittima». Immediata la replica del Coni che ha ribadito la «correttezza e la legittimità dell’operato della CONI Servizi e dei suoi dirigenti, riservandosi ogni altra azione a tutela dell’immagine e della reputazione dell’Ente». Mentre Petrucci gli ha risposto così: «Avevo una buona considerazione di Claudio Lotito. Queste sono furbate temporanee. Che tristezza». Il Romanista
7 maggio, 2011
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