È sempre più corsa a ostacoli per conquistare l’As Roma. Mentre gli americani di Thomas DiBenedetto e il re delle cliniche Giampaolo Angelucci restano in attesa di indicazioni da parte di UniCredit e famiglia Sensi, gli arabi di Aabar prendono le distanze dal dossier e smentiscono di essere nella partita. Al loro posto restano però in campo i misteriosi lussemburghesi di Claraz, riconducibili a Sidney Bouvier, vice direttore della banca privata Edmond de Rothschild Europe.
Alla vigilia del primo vertice della proprietà, dalla presentazione delle «binding offers» (in conference call in tarda mattinata), spuntano incognite che rievocano i tempi del caso Soros-Fioranelli col titolo del club giallorosso che è tornato sulla giostra della speculazione, perdendo stavolta il 2,24% a 1,22 euro. Insomma, gli arabi di Abu Dhabi non ci sono e lo dicono chiaro e tondo con un comunicato arrivato da Londra e a firma del Ceo, Mohamed Al-Husseiny: Aabar «non ha presentato un’offerta per l’acquisto dell’ As Roma e non intende farlo in futuro», si legge nella lettera. Chi resta invece è Claraz, società anonima del Gran Ducato che fino allo scorso 22 settembre si chiamava Lomeny Strategies. Si tratta di un veicolo riconducibile a Sidney Bouvier della Edmond de Rothschild Europe. Banca privata che, guarda caso, ha la stessa sede legale di Claraz. Bouvier, si legge nell’atto depositato nel Gran Ducato, è il presidente di Claraz. Accanto al suo nome viene indicato poi il nome di Marc Ambrosien, anche lui residente in Lussemburgo.
Secondo fonti legali, Claraz, per presentare l’offerta volta all’acquisto dell’As Roma ha agito per conto di un fondo, in totale indipendenza e con le dovute garanzie. Lo studio legale italiano che ha affiancato Claraz è Dla Piper attraverso gli avvocati Nino Lombardo e Goffredo Guerra. E l’offerta depositata due giorni fa consiste in oltre cinquanta pagine, allegati compresi. È molto probabile che domani Rosella Sensi, UniCredit (tramite Piegiorgio Peluso e Antonio Muto) e l’advisor Rothschild chiedano degli approfondimenti sull’identità di Claraz. Al tempo stesso esamineranno le altre offerte, ovvero quella di DiBenedetto & Co, di Angelucci, dei francesi e infine del fondo con capitali Usa e del Medio oriente. E non si esclude che ci possa essere una stretta sul numero dei pretendenti.
Infine il capitolo americani. In giornata su alcune emittenti radio capitoline era cominciata a circolare la voce che gli americani erano intenzionati a defilarsi dalla partita. Indicazioni che però non trovano conferme negli Stati Uniti. E neanche dal sindaco sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che a tal proposito ha detto: «Gli americani non mi risulta siano scappati».
Il Messaggero
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