E’ difficile spiegare l’accanimento mediatico nei confronti di Claudio Ranieri, figlio forse di uno dei tanti luoghi comuni, che circondano il calcio e non solo quello.La “rabbia” dei risultati che non arrivano, può essere naturale nei tifosi e negli appassionati, ma non negli “addetti ai lavori”, alcuni dei quali scaricano sul tecnico le proprie repressioni. Definirlo “pasticcione” all’inglese o il “fettina” alla romana poco ha a che vedere con le critiche sportive. Quest’ultime ci possono stare, come tante altre opinioni discordanti, ma questo non giustifica maldicenze e offese personali. Nel caso di Ranieri, che si vuol solo distruggere, non ci sono spiegazioni pubblicamente comprensibili. Volete un esempio? Mourinho, lo sapete bene è un mito riconosciuto, nel ritiro precampionato, prepara le proprie squadre con molto pallone e poco fondo. Se invece lo fa Ranieri con la Roma viene considerato al pari di un imbecille. Non dare delle attenuanti ai risultati mediocri della ROMA è cattiveria allo stato puro. Inutile ricordare che dall’inizio del campionato sono mancati in diversa misura: Vucinic, Taddei, Adriano, Pizarro, Riise, Mexes, Julio Sergio e Burdisso mentre in condizioni precarie hanno giocato Totti, De Rossi e Cassetti, inducendo il tecnico in emergenza, a ricorrere, per mettere una toppa, a Cicinho e Battista. Dei nuovi solo Borriello sempre operativo e funzionale. Si può poi discutere sulla posizione del capitano, personalmente lo avrei lasciato li dove, da sei anni a questa parte, segna con una continuità impressionante, ma negli equilibri tattici, non voglio entrare! Non dimenticando poi, che, Ranieri attendeva un esterno (Behrami) ed è arrivato un centravanti; e con l’assenza di Taddei il suo modulo 4-4-2, va a farsi benedire. Ma discutere l’arrivo di Borriello sarebbe da stolti, questo è bene specificarlo. Certo che senza le rapine di Brescia, o il suicidio con il Bologna, saremmo qui a parlare di altro, perché con 5 punti in più la Roma sarebbe li dove sono Inter e Milan. L’intervento del presidente Rosella Sensi, che invita al silenzio e al lavoro, è forse un po’ tardivo, ma ricordiamo che difficilmente, nella storia di questi ultimi 17 anni, ci sono stati interventi che avrebbero poi, avuto l’aria di chi vuol bacchettare o di intromettersi nelle problematiche tecnico-tattiche della squadra. E se qualcosa è accaduto lo si è fatto in maniera discreta e senza riflettori, e se volete, con molta classe. Questa società non ha mai amato molto le luci della ribalta. E’- questo un reato? Ho la certezza nel pronto recupero di grinta e determinazione. Non ritengo possibile, con quel parco giocatori, e con il pieno riutilizzo di giocatori fondamentali come Taddei e Perrotta, che si possa ancora soffrire. Non sono ottimista, ma semplicemente realista. In questo campionato senza padroni ove squadre in odore di titolo hanno anch’esse dei problemi che le inducono a zoppicare, non credo sia un’eresia pensare, che se non hanno staccato la Roma, in maniera irreparabile, nel suo momento peggiore non riusciranno più a farlo. Alla Roma, da parte della gente e dei veri appassionati, non può mancare la fiducia nel tecnico e nei giocatori, Totti in testa, che hanno dimostrato, in questi anni, grandi resurrezioni proprio nei momenti più bui e questo è uno di quelli. In ultimo, si parla di qualche problema nello spogliatoio giallorosso e senza starci, a ricamare su più di tanto, dico: trovatemi una situazione, dove non accada altrettanto se le cose non vanno bene. Abbiamo solo bisogno di risultati e, nel momento in cui si otterranno, non esisteranno più problemi. Ed ora aspettiamo il Genoa. Senza paura.
Il Romanista
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