«Philippe è un patrimonio della Roma e la società non ha alcuna intenzione di privarsene”. Le parole di Gian Paolo Montali, ospite ieri sera della trasmissione Parla con me in onda su Rai3, sono chiare e inequivocabili: Mexes resterà nella Capitale. Il coordinatore generale giallorosso non usa mezze frasi per mettere la parola fine sulla possibile partenza del centrale francese. Il giocatore, nonostante una stagione vissuta spesso dalla panchina, ha attirato su di sé gli interessi di molte squadre. Delneri, ad esempio, lo vorrebbe come tassello iniziale per la rifondazione difensiva della Juventus. Mancini, dall’Inghilterra, farebbe follie pur di vedere il romanista aggirarsi sulla sponda “citizen” di Manchester. Tutte voci che hanno infiammato il post campionato e sollevato diversi rumors di calciomercato. Montali, poi, ha voluto puntare l’attenzione sulla stagione appena trascorsa e sul secondo posto: «Siamo orgogliosi, fieri, della nostra cavalcata visto che per 30-40 minuti siamo anche stati campioni d’Italia». Comunque sia andata, il giudizio sulla stagione romanista è positivo. Tanti bei voti, quasi mai impreparata e un ottimo comportamento in aula. Il più grande plauso, comunque, va all’allenatore, abile gestore di risorse umane e ottimo maestro di campo. Un leader, silenzioso, all’interno dello spogliatoio: «Il vero vincitore della stagione è Ranieri che ha fatto 80 punti con due gare in meno». Impossibile, quindi, non parlare del caso Totti-Balotelli e del calcione rifilato dal capitano della Roma durante la finalissima di coppa Italia. Fallo che gli è costato il cartellino rosso e quattro giornate di squalifica: «La migliore risposta l’ha data Francesco dicendo che ha sbagliato. Ogni volta che succede qualcosa con lui viene messa sotto la lente d’ingrandimento, ma trovo imbarazzante criticarlo come persona. Se c’e’ una persona che non è razzista, ma anzi generosa con tutti, quella è proprio il capitano». La chiosa di Montali è rivolta allo spettacolo offerto, qualche settimana fa, da Lazio e Inter. Un gara segnata da polemiche e finita all’attenzione della Procura della Repubblica di Tivoli: «Credo che l’Inter sia stata in imbarazzo. Parlando con mio figlio di 12 anni che fa il portiere e gli spiegavo perché i tifosi della Lazio fischiavano il proprio numero 1, mi sentivo in imbarazzo. E’ stata la cosa più brutta dell’Olimpico in quel giorno». Il Romanista
21 maggio, 2010
Lascia un commento »
Non c'è ancora nessun commento.
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
Agenzia Scommesse PlanetWin365
Ogni sabato dalle 14:00 sui 107.700 della Capitale, oppure in streaming su www.radioerre2.com