«Come è stato sanzionato Totti, spero che vengano sanzionati quelli che erano lì». Claudio Ranieri, a margine della consegna dei Premi Ussi, risponde così a chi gli chiede dello striscione, durante i festeggiamenti dell’Inter, esposto proprio sul pullman della squadra nerazzurra, che insultava pesantemente il capitano della Roma. «Solo se venissero sanzionati quelli che erano lì – le parole del tecnico giallorosso – ci sarebbe giustizia. A me piace essere equo e Totti si è rivolto, con i pollici versi, ai suoi tifosi. Questo striscione, invece, se vogliamo, era rivolto all’Italia intera. Ci può essere della goliardia ma ricordiamoci di chi ci guarda». La risposta a La Russa. Secca e pungente la risposta dell’allenatore giallorosso al ministro La Russa il quale aveva definito il comportamento del Siena «vergognoso, perché ha giocato per la Roma, ha giocato per vincere». «Forse La Russa – ha detto Ranieri – era abituato all’impegno della Lazio». Lo striscione incriminato. «Totti, anzichè il pollice in bocca mette il medio in culo». Questa la scritta, di pessimo gusto, irridente e offensiva, su uno striscione appeso alla fiancata del pullman che trasportava la squadra nerazzurra in piazza Duomo. Ma quella contro Totti non era l’unica scritta che campeggiava sul pullman: «Mourinho come Nerone, a Roma ‘je brucia», recitava un altro striscione esibito da alcuni componenti dello staff nerazzurro. Anche i 50 mila tifosi riuniti in piazza Duomo si sono prodotti in slogan, cori e sfottò. Su alcuni striscioni che comparivano tra la folla si leggevano slogan irridenti nei confronti delle squadre sconfitte nella corsa allo scudetto: tra questi, «Ac. Milan chi l’ha visto?», con il logo della trasmissione Rai; «Milan-Juve, Roma zero tituli»; «Spqr – Sono perdenti questi romani». Un’usanza, ribadiamo di pessimo gusto, inaugurata con uno striscione il 25 maggio del 2007, quando sul pullman del Milan, fresco vincitore del titolo, il giocatore Ambrosini fu immortalato dai fotografi mentre innalzava uno striscione dedicato all’Inter: «Lo scudetto mettilo nel culo». A distanza di tre anni lo stesso concetto che denota anche una totale mancanza di fantasia. Il Messaggero
17 maggio, 2010
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