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19 aprile, 2010

Al Monte dei Cocci una signora piange «Abbiamo vinto!»

Filed under: campionato — Etichette: , — U.C. @ 3:42 pm

ALTRO CHE “perfida Albione”, il perfido Tonino Cagnucci mi comunica verso le 13:00, l’ordine di recarmi a Testaccio per seguire il derby. Avrei preferito accendere la radio a gara finita, contro l’Atalanta ho rischiato l’infarto. Arrivato a Via AlessandroVoltacomincioaguardarmiintorno. Il rione appare anestetizzato. Sono le 5:40, le strade sono deserte … ad una finestra di Via Ginori una bandiera con due palloncini giallo-rossi ricorda quello che si avvicina. E’ tutto. Nella sede del Roma Club Testaccio le sedie sono accompagnate da un cartoncino con i nomi di battesimo. Antonio ….Armandina …. Rita: «C’è il tutto esaurito – mi spiegano – così è più facile organizzarsi ». Fervono le prove degli amplificatori, uno per la sala grande uno per la saletta d’ingresso. Un fotografo è all’opera, qualcuno dal centro della sala puntualizza mostrando la sciarpa: «Aho, ma a me nun me ripii?”. Arrivano le 18:30, la gara parte, dopo poco Stendardo si fa male, mentre si prepara il cambio il regista indugia sulla panchina della Lazio:: «Metti n’artro portiere – si commenta – che oggi ve sdrumamo». Ma la Roma tarda a ritrovarsi e al minuto numero 13 … gol della Lazio. I fotografi partono con i loro flash, sembra che riprendano la scena di un crimine, è tremendo. Per tutto il primo tempo non solo la squadra, ma anche il club al completo tarda a carburare, c’è nervosismo: «Aho, ma quanno finisce sto primo tempo». Arriva lo stop, partono le telefonate agli amici che presidiano lo stadio. Arriva la notizia della sostituzione di Totti e De Rossi, i commenti sono discordanti… tra un mugugno e l’altro, però, si arriva al calcio di rigore. Mio padre, come sempre ha fatto negli ultimi 38 anni sentenzia: «Tanto je lo para … ce l’ho così» e fa vedere il pugno chiuso. Quando la palla viene respinta è il finimondo, una sirena da allarme antiaereo inizia a rimbombare, intravedo mio padre portato in trionfo … “Genio, genio, sciamano”, gli urla un ragazzo. Da parte mia ho assunto un colorito paonazzo, ma divento cianotico quando arriva il penalty assegnato alla Roma. Teniamo tutti gli occhi aperti, perché abbiamo capito che la partita sta per cambiare padrone, al gol di Vucinic parte l’uragano, maèunuraganod’attesa: «Famojenen’artro ». E l’altro arriva grazie al panzerfaust di Mirko: «Mettetece er citofono in porta c’amo sonato!!!!! ». Poisolosofferenza, indicibile… alfischio finale esco subito, ho bisogno di respirare, una signora anziana, in vestaglia piange sulla strada: «Abbiamo vinto» … alzo gli occhi la chiesa osserva pacifica, un bambino da un cortile urla di gioia. Testaccio impazzisce urlando il suo trionfo, mentre il Monte dei Cocci dall’alto dei millenni già sapeva tutto. Il Romanista

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