Brutto pareggio in Slovacchia per i Giallorossi. Kosice-Roma finisce 3-3 e la Roma, tutto fa, tranne che giocare da Roma. Un avversario che aveva concesso il fianco, riesce a pareggiare sotto di due reti a 20’ minuti dalla fine. La gara, sembrava dar ragione agli uomini di Spalletti, quando nel corso del secondo tempo la Roma si trovava 3-1 e sembrava che sarebbe finita in goleada. La musica però non cambia, i Giallorossi vanno sotto tono e regalano il pareggio a una squadra che tutto è, tranne che competitiva. Il primo tempo, addirittura gli Slovacchi vanno in vantaggio al 5’ minuto del primo tempo con Milinkovic. Il solito Artur, lento e impacciato, la solita difesa Romanista, che marca lenta e statica. L’arbitro però aiuta la Roma, concedendo un rigore che Totti trasforma al 37’ minuto. Tutto qui il racconto dei primi 45’ minuti, due squadre lente, che sembrano preda più del caldo, che dell’avversario. Da segnalare solo che Menez, fa meglio da mezzapunta, che da esterno, essendo comunque anche oggi il migliore in campo. Il secondo tempo, complice il calo termico, la Roma parte forte. Menez, sempre nel vivo della manovra, al 54’minuto, segna il goal del 2-1, dopo un bel dribbling e tiro secco nell’angolo. La Roma si ritrova e Totti cresce nelle giocate, ispirato da Pizarro e De Rossi. Al 67’ minuto, proprio da questi interpreti, nasce e diviene il 3-1. Il Capitano va a corrente alternata, ma basta contro i rivali d’oggi di Europa League. Il peggio non è mai morto, i Giallorossi vogliono dare un senso, alla gara di ritorno, tra una settimana all’Olimpico. Nel giro di dieci minuti, al 72’ e all’81’ minuto, la Roma subisce, un uno, due pugilistico da K.O. Novak, prima su rigore generoso causato da Mexes e decretato, a far pari del primo altrettanto magnanimo, concesso dall’arbitro. Da li a poco, ancora lui la punta del Kosice, con azione personale complice una deviazione di Andreolli e Artur, di voler fare ancora il portiere. La partita per fortuna dei Romanisti si chiude 3-3. In pochi minuti, si rivede la Roma che conosciamo, priva di anima che rischia anche di prenderne altre. Una squadra lenta e senza geometrie, con un attacco spuntato, che vive delle invenzioni dei suoi campioni quando girano. I cambi effettuati da Spalletti, non salvano il salvabile e purtroppo nemmeno il mercato, lascia presagire nulla di buono a breve.
Alessio De Silvestro (tmw)
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