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23 giugno, 2009

Il milanista Bisio simpatizza per la Roma

Filed under: Notizie Generiche — Etichette: — U.C. @ 9:49 am

Signor Bisio, si accomodi, con quella testa pelata e quella faccia di gomma. La sfrontatezza nello sguardo che ammicca o nell’occhio che strabuzza. Signor Claudio Bisio, re della presa in giro, il primo però a ridere di sé, disposto a prestare la sua pelata a ogni tipo di battuta e di doppio senso. Si accomodi nel nostro salotto, quello dello sport, del calcio e ci racconti di lei. Attore, presentatore, cantante, marito, padre, e anche scrittore. Cinquantun anni senza peso, presi con ironia ed energia per non fermarsi mai. Una laurea mancata in agraria, la scoperta del teatro, la dote di fare ridere. Signor Bisio, signor Malaussène, capro espiatorio di tutte le risate. Nato piemontese e di fede milanista: per il padre, come nelle migliori famiglie, per Rivera e il grande Milan che fu quello di Rocco. Signor Claudio Bisio, tra mille cose sempre in movimento, dica ma quanto dura una sua giornata?
Bisio si divide tra cinema, teatro e televisione, ma il contatto diretto col pubblico è ciò che preferisce. Ed è quello che gli succede in teatro presentando Zeligo. «Presentare è il mio modo di fare l’attore». Sul quel palco porterebbe Borriello, per la sua naturale ironia. E l’amico Ancelotti «mi piace, è pacato e anche lui è molto ironico».

È nato a Novi Ligure, al confine tra Liguria e Piemonte, ma tifa Milan da sempre. «Forse perché anche Gianni Rivera era di Novi Ligure, come Umberto Eco, siamo tutti mandrogni. Comunque mio padre tifava Milan, è nato così naturalmente il mio tifo. Era il Milan di Rivera, Cudicini, Maldini padre. Quel Milan allenato da Nereo Rocco, che ho avuto la fortuna di vedere». Per anni ha preso in giro gli interisti, ma ormai il gioco è finito. «Insomma… L’Inter si fa male da sola».

Fede inattaccabile rossonera, ma simpatia per la Roma. «E’ la mia seconda squadra. Mia sorella ha sposato un romano e romanista e i miei nipoti sono tutti giallorossi. Poi mi piaceva la Roma di Falcao, Cerezo». Ha smesso di giocare a pallone «per raggiunti limiti e anche se il fiato non mi manca ho paura per le ginocchia e i legamenti. Ero un terzino destro, uno duro». Bisio ricorda con nostalgia le giocate a pallone da ragazzino nei cortili. Ama la motocicletta, va in bicicletta, gioca a tennis ed è cintura nera di karate. Per festeggiare i 50 anni ha radunato il gruppo di «Comedians». C’erano Gabriele Salvatores, Gino e Michele, Paolo Rossi, Silvio Orlando, Antonio Catania e tutto il gruppo. Comedians è l’inizio della sua storia di attore, una storia partita 25 anni fa dal teatro dell’Elfo, dopo gli anni alla scuola del Piccolo Teatro di Milano «un decennio importantissimo». Una storia passata poi per Daniel Pennac, professore, scrittore e padre di Benjamin Malaussène, la fortunata saga della famiglia. E passata ancora per il grande De André, che «ho avuto – dice Bisio - la fortuna di conoscere», per mettere in scena cose sue come «La buona Novella» o «I bambini sono di sinistra» nato da «Storia di un impiegato».

Claudio Bisio, il simpatico umorista (era lo «stacchetto» di Zelig), ammette che è più facile far ridere il pubblico che la moglie. Perché «la moglie dopo tanti anni e tante battute è difficile che rida, come è difficile far ridere un comico. Però, se mia moglie ride…». corsport

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