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26 maggio, 2009

Roma, Rosella vuole incontrare Spalletti al più presto: fuori la verità

Filed under: Notizie da trigoria — Etichette: — U.C. @ 8:58 am

E adesso la Roma, intesa come proprietà/dirigenza, ha voglia di affrettare i tempi. Perché il campionato si è chiuso domenica pomeriggio a Milano, l’Europa League è già in cassaforte, e nessuno a Villa Pacelli/Trigoria ha intenzione di perdere tempo in funzione della stagione che verrà. Primo nodo da sciogliere: l’allenatore. Ecco perché è facile ipotizzare che domani, quando la squadra tornerà ad allenarsi, i direttori, Pradè e Conti, convocheranno Luciano Spalletti per fissare con lui, e nel giro di poche ore, l’ormai famoso appuntamento di fine stagione con Rosella Sensi.
Inutile, anzi deleterio aspettare la prossima settimana, come ha più volte dichiarato il tecnico. Alla fine di giugno la Roma riprenderà la preparazione per la nuova stagione, quindi non è il caso di sprecare altro tempo. E Spalletti, contratto fino al 2011 e mille perplessità circa l’opportunità/voglia di restare ancora alla Roma, deve dare una risposta prima possibile. Una risposta che, a questo punto, sembra più una priorità tecnica della società che un diritto di un tecnico abbondantemente sotto contratto.
Tutto il virgolettato delle ultime settimane, rende piuttosto chiara, ma non definitiva, la posizione dell’allenatore: Spalletti appare un po’ stanco e un po’ demotivato e, per questo, vorrebbe cambiare aria, chissà forse anche solo per riposare un mese, un anno. Alla presidentessa Rosella Sensi non ha mai esposto così direttamente tutte le sue perplessità e, di certo, lo farà alla prima occasione utile. Questo, però, non significa che si arriverà sicuramente ad una separazione (di matrice unilaterale..): nulla, al momento, vieta di pensare che la Roma possa accontentare le richieste, non economiche, del tecnico, facendogli così tornare il sorriso, magari fino al 2013 come auspicato da tempo dalla Sensi. Tutto è possibile. Di certo, Spalletti è a capo di uno staff composto da sette persone, che alla Roma stanno bene e che non vorrebbero mollare la capitale.
La sensazione che alla Roma non vogliano andare allo scontro con Spalletti: se il tecnico dovesse svelare (confermare?) alla Sensi la sua voglia, irrinunciabile, di salutare, verrebbe accontentato in cambio degli ultimi due anni di contratto. Della serie: tu rinuncia ai prossimi ventiquattro stipendi e sarai libero di fare ciò che vuoi. Con un risparmio complessivo (staff compreso) per la società che si aggira tra i 10 e gli 11 milioni di euro lordi.
Una cosa è sicura: a Spalletti negli ultimi mesi, cioè anche nel periodo di peggior rendimento della squadra, non è mai mancato, e pubblicamente, l’appoggio della Roma, compreso quello dei direttori.

Dopo la sconfitta di Firenze, è vero, il tecnico è finito sul banco degli imputati allestito dalla proprietà, ma non era solo bensì in compagnia di tutta la squadra. La famiglia Sensi non ha mai messo in discussione il suo ruolo, anzi gli ha proposto il rinnovo del contratto per altri due anni anche a fronte di un avvio di stagione disastroso, complici 56 (cinquantasei!) giorni di vacanza dopo la fine della passata stagione, dell’eliminazione dalla Champions contro un Arsenal imbottito di riserve o dei tanti, troppi infortuni muscolari patiti dalla squadra. Senza dimenticare che a Trigoria/Villa Pacelli hanno sempre fatto, e lo fanno tuttora, finta di non sapere nulla del viaggio a Parigi dell’estate scorsa di Spalletti, cioè di colui che a fine gennaio non ha voluto inserire Panucci nella lista Champions, mostrandosi più forte della stessa proprietà. Tutto questo per dire che la dirigenza, analizzando i fatti, ha poco da rimproverarsi nella gestione dell’allenatore: ecco perché se Spalletti dovesse chiedere di andar via, potrebbe trovare scarsa opposizione. «Se il mister ha voglia di restare, è un bene che rimanga con noi», il parere di Daniele De Rossi.

E’ scontato che, in attesa di conoscere il parere di Spalletti, la Roma si stia muovendo – a fari spenti – per individuare l’eventuale sostituto di Spalletti: si va dall’allenatore rampante e di personalità a quello esperto e conosciuto in tutta Europa, e magari con tracce di dna giallorosso. Gente che a Roma ci verrebbe di corsa, magari pure senza maxi staff al seguito. Il Messaggero

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