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19 febbraio, 2009

L’ora delle firme

L’andata con l’Arsenal, martedì prossimo a Londra, e subito dopo i contratti. Ascoltando Spalletti che, a fine 2008, aveva forzato la mano per sistemare le questioni economiche interne allo spogliatoio della Roma, la proprietà ha dato il via libera a Bruno Conti, Daniele Pradè e Cristina Mazzoleni per incontrare già a metà della prossima settimana procuratori e giocatori. Per mettere nero su bianco. Due priorità: Alberto Aquilani e Mirko Vucinic. Per il primo è in ballo il rinnovo/prolungamento dell’accordo, per l’altro soprattutto l’adeguamento dell’ingaggio. D’attualità anche le posizioni di Perrotta, Juan e Totti. Vediamo caso per caso. Ogni trattativa è diversa e apertissima a qualsiasi soluzione.
Dopo tanti rinvii, Aquilani ora non ha più fretta. Franco Zavaglia, procuratore del centrocampista, e Claudio Aquilani, papà di Alberto, si sentono spesso, ultimamente, con la dirigenza giallorossa. L’interesse di entrambe le parti è di arrivare comunque alla firma, senza prendere in considerazione l’ipotesi di un addio a fine stagione (scadenza attuale: 2010). Con due scogli da aggirare. Il primo: la distanza tra la proposta (un milione e mezzo) e la richiesta (due milioni e duecentomila). Il secondo: la volontà del calciatore che adesso ha qualche dubbio in più e non relativo all’ingaggio. I fischi di Roma-Genoa sono stati per Alberto il campanello d’allarme di un feeling con la tifoseria che ora sembra incerto. Oltre all’aspetto ambientale, quello tecnico: per i tanti infortuni, ultimo quello alla caviglia che in questi giorni lo tiene fuori, il giocatore è stato utilizzato poco e quindi non può avere certezze sul suo ruolo all’interno della squadra e del progetto tecnico. Fare il contratto, però, garantirebbe maggiore serenità al calciatore che, d’accordo con la proprietà, a giugno avrebbe la possibilità di scegliere se restare o chiedere la cessione.
Vucinic e il contratto da top player. La negoziazione tra i dirigenti e Alessandro Lucci, il procuratore di Mirko, è partita già da qualche mese. A fine agosto la Roma rifiutò 23 milioni dal Manchester United e in quella circostanza capì che il contratto del montenegrino andava aggiornato. Il manager e il giocatore sono stati chiari: è da rifare. Adeguandolo a quelli dei big. Oggi l’attaccante prende 800 mila euro netti, scadenza 2011. Il nuovo stipendio oscillerebbe tra i due milioni e mezzo e i tre, con due stagioni in più, sino al 2013. Vucinic, seguito in Italia e all’estero, è riconoscente per l’investimento fatto a suo tempo da questa proprietà. E’ il vantaggio della Roma nella trattativa che comunque il giocatore e il suo procuratore intendono definire in tempi brevi. A quanto pare saranno accontentati, magari già entro fine febbraio.
Perrotta è pronto. Rinnoverà, con sostanzioso adeguamento, anche il centrocampista azzurro. Perrotta avrà uno stipendio di circa due milioni di euro (ora guadagna un milione e ottocentomila) e altri due anni di contratto, cioè sino al 2012. Con il suo procuratore Bozzo, Pradè ha già preparato il terreno nell’ambito dell’affare Motta, assistito proprio dal manager di Perrotta.
Juan tentato dal Barça. Il brasiliano ha un nuovo contratto in tasca, sino al 2013, da due milioni e mezzo (più premi), ottenuto con il procuratore Lucci che dopo la firma uscirà di scena. In attesa dell’ufficializzazione, si è fatto vivo il Barça e Juan sta facendo pesare l’interesse catalano. Punta probabilmente a ottenere un ingaggio migliore, forte della clausola che gli permetterebbe, a fine stagione, di essere ceduto per una cifra di circa 7 milioni. La Roma, forte dell’impegno preso, non è preoccupata. Ma riparlerà con il difensore per rendersi conto se realmente ha voglia di proseguire in giallorosso. Del resto se il Milan spinge per avere Mexes e il Barça tenta Juan, non è detto che entrambi siano confermati a priori.
Totti a primavera. Il capitano aspetterà qualche settimana prima di incontrare Rosella Sensi. La durata del nuovo contratto non è un problema: almeno altri tre anni, sino al 2013. Sull’ingaggio ci sarà da discutere: Francesco sa che la sua presenza in organico porta ricavi e per questo non ha alcuna intenzione di abbassarsi lo stipendio.
Notiziario. Doni ieri ha fatto un allenamento differenziato per un dolore alla spalla. Ugo Trani Il Messaggero

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